Padre ALDO MARCHESINI
Medico e Missionario Dehoniano a Quelimane (Mozambico)
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19-11-2019
Riceviamo da Maria Teresa Marchesini


Carissimi,
dopo tanto tempo padre Aldo ha ripreso a scrivere dei piccoli racconti che ha intitolato "Cronache minori".
Eccovi il primo, che mi è giunto due giorni fa, nonostante sia stato scritto il 1° novembre: ma impegnato in una serie delle sue tante campagne di fistole vescico vaginali (attualmente è al Guruè, dopo essere stato a Beira e Nampula, dove ha sperimentato con successo alcune operazioni innovative, molto lunghe e complesse, circa 4 ore ciascuna, con la deviazione degli ureteri nel retto per sanare situazioni di incontinenza inoperabili nel modo tradizionale ) aveva dimenticato di spedirmelo.
Ve lo accludo sperando che lo leggiate volentieri, in attesa dei successivi, e vi auguro buon avvento.
Mts

P.S. Come potrete constatare leggendo, finalmente padre Aldo è entrato in possesso dei suoi apparecchi acustici.

Cronache minori

1 Brito

Sono tornato a casa stanco, oggi, giovedì. Salgo in camera dopo il pranzo e ho solo trenta minuti liberi per poter dormire un po’: sono ormai le tre del pomeriggio. Mi stendo sopra il letto e mi accorgo di avere negli orecchi gli apparecchi acustici. In posizione supina danno un po’ fastidio e allora mi alzo e me li tolgo. Cadono di colpo i suoni che mi riempiono le orecchie, rumori di fondo, suoni senza un messaggio che gli apparecchi, amplificatori ignari, fanno diventar grandi ed alla fine infastidiscono. Ripongo il primo apparecchio nella scatolina e poi il secondo. I rumori della strada, che prima parevano prodotti in camera, tornano al loro posto, lontani, sussurrati. I miei piedi non fanno più rumore sul pavimento, cammino silenzioso, recupero inconsapevolmente una sensazione di privacy e di relax. Sì, in questo nuovo contesto, anche il poco tempo che ho per dormire si trasforma in un’offerta umile e gradita.
Mi addormento quasi di colpo, ma riesco ad accorgermi che il mondo del silenzio, ha un sapore, una sapienza, che rimane nascosta al mondo del rumore. Nella vita di tutti i giorni ci dev’essere, anche lì, una verità minore, vissuta da persone minori.
Il viaggio di ritorno in macchina, dall’ospedale, l’ho fatto insieme ad una persona, che sotto qualsiasi punto di vista si relaziona come minore. È, ai miei occhi. come l’immagine, la icona, del povero. Si chiama Brito, ha 28 anni, è disoccupato, ha tre figli ed è vedovo. Ha nel sangue il virus dell’AIDS, e recentemente, nei polmoni, il bacillo di Koch. Sta facendo con molto impegno le due terapie. Ha un portamento, oserei dire, solenne e riservato. Parla con grande gentilezza, con un tono di voce sommesso e parole pronunciate lentamente, intervallate da respiri di riposo. Mi ha fatto vedere la radiografia dei polmoni, che gli hanno fatto ieri nel reparto di medicina dov’era ricoverato. Ha un infiltrato nel polmone sinistro, vicino all’immagine del cuore. L’ho tranquillizzato dicendogli che è un’immagine dei polmoni con tubercolosi, di cui sta facendo la terapia che deve durare sette mesi. La cura di questa forma dà buon risultato, ma bisogna essere fedeli al trattamento per tutti i mesi previsti.
Gli chiedo se la tosse è aumentata. Mi risponde di no. Ha tuttavia notato che deve parlare spaziando di più le parole. Però, mi dice, che più che per via dei polmoni, deve allungare gli spazi tra le parole per prendere forza. Gli manca energia e mi confida che la causa è, innanzi tutto, la fame. A volte passa un giorno intero senza riuscire a mangiare.
Mi ricordo di averlo già ascoltato un mese o due fa in ospedale. Era sfinito. Chiedeva, come aiuto, un po’ di soldi per poter rivendere foglie nel mercato. Là molte persone vanno a comprare foglie, perché le foglie verdi, cotte, sono l’alimento più a buon mercato da accompagnare alla polenta di mais. È l’ultima risorsa dei poveri. Questo piccolo lavoro, di sedere al mercato, si sentiva di farlo con le forze di cui poteva disporre.
Lo accompagnai a casa per presentarlo a padre Sandro, che era l’incaricato di aiutare i poveri.
Quando lo vide, magro e senza energia vitale, lo aiutò con un po’ di soldi del programma per il piccolo commercio. Brito se ne partì molto soddisfatto.
Gli chiedo se il commercio avesse migliorato le sue condizioni di vita. Mi confida, senza reticenze, che la metà del denaro lo aveva impiegato per pagare gli arretrati di cinque mesi di affitto della capanna, ed il resto lo aveva speso per comprare qualche indumento per vestire i tre figli e provvedere da mangiare: una latta di mais e un sacco di carbone vegetale per cuocere i cibi. Non aveva iniziato nessuna attività, perché le spese urgenti non avevano lasciato nulla per comprare le foglie da rivendere al mercato.
Ora voleva venire a casa con me, per parlare con padre Sandro per essere iscritto nella lista degli indigenti che ricevono mille meticais ogni mese (circa 15 euro).
Il padre Sandro era uscito per una commissione urgente, ma sarebbe rientrato di lì a poco tempo.
Lo faccio sedere sulle sedie di vimini con i braccioli, che si trovano sotto la veranda, dal lato del refettorio di casa nostra.
Gli dico che può aspettare lì, che il padre Sandro non sarebbe tardato.
Lo lascio lì, mentre vado a mangiare. Ma quando varco la soglia del refettorio mi vergogno di me stesso, per non essermi ricordato in tempo di chiedergli se voleva mangiare anche lui.
Torno indietro. Accetta volentieri e lo presento alla cuoca Giacinta, perché prepari un buon piatto anche per lui. Lo saluto ed entro per mangiare. Salgo in camera per un breve riposo.
Quando suona la sveglia mi alzo e mi ricordo di lui. Vado giù a vedere, ed incontro il padre Sandro che sta parlando con varie persone. Il mio compagno di viaggio non c’è più.
“Padre Sandro, hai parlato con Brito, che ti aspettava?”
“Sì ,sì, gli ho detto di venire domani che è il giorno della distribuzione”.
Mi spiace di non averlo più trovato seduto sulle sedie, ma sono soddisfatto, perché ogni mese potrà ricevere, anche lui, per lo meno, un piccolo aiuto.

Quelimane, 1 di Novembre 2019



Aldo
29-9-2019

Chirurghi, anestesisti, strumentisti e circolanti. Insieme abbiamo operato 40 pazienti da domenica a venerdì.
A Pemba 22-27 Settembre 2019


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